Milano, 3 dicembre 2011 - Occupano il Pac (Padiglione Arte Contemporanea) in segno di protesta contro le difficili condizioni in cui si trovano a lavorare. Rivendicano maggiori garanzie economiche e più attenzione da parte delle istituzioni. Per questo gli artisti precari hanno chiesto all'assessore alla Cultura Boeri, giunto in loco per capire i motivi della protesta, una "rivoluzione nel modo di fare cultura".
"Ci servono strumenti per esprimere il nostro estro"- afferma un manifestante - "perchè siamo convinti che con la cultura si mangia". Dura la denuncia nei confronti dei "grandi magnate" della cultura i quali, secondo gli artisti in protesta, " mobilitano il loro denaro verso determinati investimenti ignorando completamente tutti gli altri settori". Secondo gli occupanti "i governi si interessano troppo poco all'arte", mentre "la cultura rappresenta una possibilità di arricchimento per la società e per tutti i cittadini".
Le risposte di Boeri non si sono fatte attendere: "Il Pac è uno spazio pubblico fantastico dove per la prima volta è nata una concezione di arte diversa. Dobbiamo rilanciarlo". Intanto i manifestanti hanno promesso all'Assessore di cercare di tenere la mostra aperta al pubblico nell'arco del pomeriggio.
