E' giunto il nono anniversario dell'attentato alle Torri Gemelle di New York. L'attacco del 11 settembre 2001 fu talmente devastante in modo sia materiale che psicologico, per l'America e per il resto del mondo, che non può non essere ricordato ogni anno, ma questo nono anniversario, oltre alla mera celebrazione, impone anche qualche riflessione più o meno amara.
Dopo il 2001 tutti gli 11 settembre di ogni anno ci hanno ricordato come le democrazie del mondo debbano mantenere sempre alta la guardia verso il terrorismo internazionale di Al-Qaeda e non. Anche la giornata di domani evidenzierà il bisogno continuo di sorveglianza e pure di politiche dure di contrasto da rivolgere nei confronti di chiunque voglia sabotare con la violenza la vita del mondo libero e minare la stabilità. La multinazionale del terrore di Osama Bin Laden ha subìto diverse sconfitte durante la Presidenza Bush ed insieme ai talebani afghani non sta ricevendo carezze da Obama, ma proprio la situazione in Afghanistan è ancora complicata e il mondo intero non può tuttora ritenersi totalmente al riparo da minacce terroristiche. Al-Qaeda è ferita, ma rimane viva, quindi gli USA per primi non possono permettersi ambiguità e rinunce alla guerra totale al terrorismo inaugurata da George W. Bush. Però oltre alla questione fondamentale dell'impegno politico e militare contro il terrore, questo anniversario è contrassegnato da alcune polemiche che sarebbe stato meglio evitare. Invece di onorare i morti e ribadire la lotta ad Al-Qaeda e simili, i giornali, americani e non, sono impegnati a commentare le uscite di quel Pastore della Florida che vorrebbe organizzare un rogo pubblico del Corano. Bisogna dire che se l'informazione, invece di dare tanto risalto alla provocazione salvo poi urlare al pericolo di incidenti e gravi tensioni, avesse ignorato quel signore, forse ora parleremmo di cose più utili e le truppe in Afghanistan non correrebbero ulteriori rischi oltre a quelli già esistenti sul campo. Certo, oltre agli integralisti del mondo islamico, intristisce che vi siano persone in Occidente che soffiano candidamente sul fuoco dello scontro di civiltà. Si pensava che dopo nove anni dall'attentato alle Torri fosse ormai acquisita da tutti la netta separazione fra lo scontro di civiltà da evitare sempre e la necessità di combattere duramente non i musulmani in quanto tali, ma chi usa l'Islam per uccidere degli innocenti e destabilizzare le democrazie. Evidentemente per qualcuno la strada da fare è ancora lunga. Naturalmente, per condannare ed isolare coloro i quali parlano e pensano peggio degli Imam estremisti, pur essendo nati e cresciuti in democrazia e con valori cristiani, non si può però sbandare, come fa lo stesso Barack Obama ogni tanto, verso il buonismo più stupido e il politicamente corretto ad oltranza. La decisione, appoggiata da Obama, di costruire una moschea vicino a Ground Zero è l'altra faccia della stessa medaglia del cretinismo del Pastore incendiario. L'America ha sempre rispettato la maggioranza dei musulmani che non ha nulla a che fare con il terrorismo ed accoglie gli immigrati di religione islamica come tutti gli altri. Per dimostrarlo non ha certo bisogno di far costruire una moschea proprio lì, sulle macerie delle Twin Towers.
www.conservatori-liberali.ilcannocchiale.it


E' la fiera delle cose più inopportune da fare! Costruire il tempio sulle tombe e bruciare libri sacri e la seconda non può essere giustificata dalla prima. Tutto da non fare!