Ok Eric credevo che fossi abilitato anche tu, provvedo a chiedere alla "nostra"
intanto un altro documento abbastanza raro su un esperienza del repubblicanesimo sociale e sul sanguinoso attacco fascista che subì esattamente 90 anni fa 12 13 luglio 1921 20 repubblicani a Treviso resistono per ore a 1000 fascistiNella notte fra il 12 e 13 luglio 1921 più di mille fascisti convergono su Treviso provenienti in camion da diverse località dell’ Italia settentrionale . Armati di tutto punto , mitragliatrici comprese , danno l’ assalto a “le sedi riunite” edificio nel quale , oltre al redazione e lla tipografia del “la Riscossa” (giornale repubblicano NDR) sono ubicate la Federazione provinciale repubblicana , la camera del alvoro , il consorzio autonomo delle cooperative e le sedi di altri organismi in vario modo collegati al PRI. Ad attenderli trovano però una ventina di repubblicani i quali, benché provvisti solo di armamenti di fortuna oppongono strenua resistenza ai ripetuti assalti dei fascisti che soltanto dopo diverse ore riescono a penetrare nell’e edificio devastandolo e saccheggiandolo
“ I Repubblicani di fronte al fascismo (1919-1926)” di Santi Fedele pag 188
L’ attacco era diretto specialmente contro l’opera dei fratelli Bergamo , che dopo una prima sbandata filo fascista avevano messo in atto un’ opera meritevole del repubblicanesimo sociale soprattutto intorno a Montebelluna , dando vita a quella che sarà chiamata la “Repubblica di Montebelluna”
La barbarie fascista del 12 e 13 luglio a Treviso si scatenò anche contro l' esperienza dei fratelli Bergamo nell' area trevigiano di Montebelluna.
La strordinaria e poco conosciuta esperienza è descritta in questa dispensa dell' università della terza età di Montebelluna , la dispensa è stata curata da Lucio de Bortoli , scrittore e candidato sindaco per l' IdV e il centro sinsitra alle ultime elezioni
REPUBBLICANI E POPOLO
• Nell’immediato primo dopoguerra Montebelluna e il suo territorio diventano i
protagonisti di una sperimentazione sociopolitica tanto intensa nei risultati quanto breve nella durata.
• La lista repubblicana nelle elezioni amministrative di inizio ottobre riporta
1413 voti (63%) contro i 700 di quella dei popolari-bertoliniani
Il soggetto sindacale nacque nell’orbita dell’azione propulsiva di Guido e Mario Bergamo, giovani esponenti e subito protagonisti del Partito Repubblicano.
Sotto la spinta soprattutto di Guido, i repubblicani, nel 1920, conquistarono i
comuni di Montebelluna, Caerano, Volpago, Cornuda, Crocetta e entrarono
nelle giunte di Arcade e Pederobba
Il dato più impressionante che ci proviene da quegli anni è però costituito dalla straordinarietà del distretto, isola verde in un mare bianco: nel resto della provincia i popolari conquisteranno 76 comuni su 88,
i socialisti 10, i repubblicani 5 come visto e i liberali 2
La storia della breve e intensa “Repubblica di Montebelluna” , questo minuscolo (per dirla con Mario Isnenghi) prototipo nazional-popolare destinato alle teche delle eccezioni, è un libro dai molti capitoli.
• Nell’ordine. La tensione ideologica fortissima con i Popolari; il movimento
cooperativo, l’autonomia comunale
Al di là degli scontri e della tensione politica più volte ricordate e che
costituiranno grandi fronti polemici e giornalistici ne La Riscossa e Il Piave, in questa sede assume rilevanza soprattutto la straordinaria alacrità del movimento sindacale e cooperativo bergamino che produsse nel montebellunese ben 43 cooperative e 3000 iscritti nelle leghe
Tra il ’20 e il ’22 sorsero il Consorzio delle cooperative autonome, il Consorzio dei Consumi dei Comuni dell’Alto Trevigiano (con la costruzione della nuova sede a Montebelluna, edificio che poi ospiterà le
scuole medie), l’Istituto consorziale autonomo per le case popolari e rurali
dell’Alto Trevigiano e il Consorzio dei Comuni. Il movimento promosse e
coordinò inoltre l’istituzione di numerose cooperative di consumo per la vendita dei beni di prima necessità.
L’altro capitolo è quello riguardante la breve vita della prima amministrazione
montebellunese eletta dal popolo e guidata da una maggioranza repubblicana imperniata attorno alla grande figura di Luigi Vittorio Bergamo, padre di Guido, già deputato, e di Mario .Sarà proprio Bergamo a pronunciare il discorso di insediamento del nuovo Consiglio Comunale dopo le elezioni del 26 settembre1920.
Un intervento di alto profilo umano e civile, nel quale l’accento venne subito posto sulla democraticità dell’agire, e, soprattutto, nella rivendicazione del ruolo del Comune di fronte ad uno stato centrale che abolisce le tasse comunali per produrre “un’unica tassa sul reddito” a suo favore, un comune che deve affrontare enormi difficoltà (scuole, lavoro) e convinto della necessità di favorire “ogni decentramento e l’autonomia (…) contro la tirannia dello Stato”
Accenti richiamati anche dal nuovo sindaco Giuseppe Dall’Armi nel suo discorso di insediamento: “L’ideale sarebbe che il Comune potesse liberamente amministrarsi”, anche perché per “la prima volta nella storia
di Montebelluna (…) il Consiglio Comunale è la pura espressione del popolo. Coloro che lavorano, coloro che soffrono, gli umili, hanno designato noi all’amministrazione della cosa pubblica..”, una cosa pubblica la cui gestione
doveva però infrangersi “di fronte alla tirannica restrizione di una legge (quella Comunale e Provinciale) che non cesseremo di combattere…”.
http://www.novefebbraio.it/documenti/i- ... omment-377