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IG Farben

Conoscere e discutere il passato per capire meglio il presente
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IG Farben

IG Farben

Messaggioda assurbanipal » 9 lug 2011, 13:45

http://it.wikipedia.org/wiki/IG_Farben

G Farben
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La IG Farben (abbreviazione di Interessen-Gemeinschaft Farbenindustrie AG, e chiamata anche I.G. Farbenfabriken) è stata una multinazionale tedesca.
Indice
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1 La storia
2 Apparato burocratico della IG Farben
2.1 Il livello superiore
2.2 Le fabbriche
2.3 I servizi centrali amministrativi
3 Citazioni in arte e cinematografia
4 Note
5 Voci correlate
6 Altri progetti
7 Bibliografia
8 Collegamenti esterni

[modifica] La storia

La IG Farben fu un conglomerato di aziende tedesche formato nel 1925, alcune delle quali attive dalla I guerra mondiale. Farben è una parola tedesca che significa "vernici", "tinture", o "colori", e inizialmente molte di queste aziende producevano tinture, ma ben presto iniziarono a dedicarsi a una chimica sempre più avanzata. Prima della guerra, le aziende tedesche produttrici di coloranti per tessuti avevano praticamente il monopolio del mercato mondiale, che persero durante il conflitto. Una soluzione per riottenere questo primato fu quella di effettuare una grossa fusione. La fondazione della IG Farben fu una reazione alla sconfitta della Germania nel primo conflitto mondiale. La IG Farben detenne un monopolio quasi totale sulla produzione chimica durante il periodo della Germania Nazista. L'azienda chimica tedesca fu il cuore finanziario del regime di Hitler e fu la principale fornitrice dello Zyklon-B (la sostanza mortale utilizzata nelle camere a gas dei lager) al governo tedesco, durante l'Olocausto. La IG Farben fu anche una delle società che più richiesero deportati come cavie per esperimenti e test di medicinali di vario genere.

La IG Farben consisteva delle seguenti grandi aziende e di diverse altre più piccole.

AGFA
Cassella
BASF (Badische Anilin und Soda Fabrik)
Bayer
Hoechst
Huels
Kalle

Il Palazzo IG Farben, quartier generale del conglomerato a Francoforte sul Meno, fu progettato dall'architetto tedesco Hans Poelzig nel 1928 e terminato nel 1931.
Il palazzo IG Farben, oggi sede dell'Università di Francoforte

Durante la pianificazione dell'invasione di Cecoslovacchia e Polonia, la IG Farben cooperò strettamente con gli ufficiali nazisti e indicò quali stabilimenti chimici dovessero essere catturati e consegnati alla IG Farben.

Nel 1941, un'inchiesta negli USA svelò un matrimonio tra l'americana Standard Oil Co. e la IG Farben. Inoltre, fornì nuove prove a riguardo di complessi accordi su prezzi e commercializzazione tra la DuPont, uno dei suoi maggiori investitori e produttore di carburante, la U.S. Industrial Alcohol Co. e la loro sussidiaria, Cuba Distilling Co. L'inchiesta venne infine abbandonata, come dozzine di altre riguardanti diverse industrie, a causa della necessità di ottenere il supporto dell'industria nello sforzo bellico. Comunque, i principali dirigenti di molte compagnie petrolifere accettarono di dimettersi e le partecipazioni azionarie delle compagnie petrolifere in società produttrici di melasse vennero vendute come parte di un compromesso.

La IG Farben nel 1941 costruì ad Auschwitz la più grande industria chimica dell'epoca, utilizzando la mano d’opera del vicino campo di concentramento. Si trattava di un impianto per la produzione di petrolio sintetico e di gomma (detta Buna) dal carbone ad Auschwitz, il ché segnò l'inizio dell'attività delle SS e dei campi di questo luogo durante l'olocausto[1]. Nel 1944 questa fabbrica faceva uso di 83.000 schiavi. Il pesticida Zyklon B, del quale la IG Farben deteneva il brevetto, e che veniva usato nelle camere a gas per gli omicidi di massa, era fabbricato dalla Degesch (Deutsche Gesellschaft für Schädlingsbekämpfung), una società posseduta al 42,2% dalla IG Farben e che aveva manager della IG Farben nel suo consiglio di amministrazione.

Dei 24 consiglieri della IG Farben indiziati nel cosiddetto processo IG Farben (1947-1948), davanti a un tribunale militare statunitense al Processo di Norimberga, 13 vennero condannati alla prigione con pene dai 6 mesi agli otto anni. Al processo di Noriberga i responsabili della IG Farben furono dichiarati colpevoli di genocidio, di schiavitù ed altri crimini. Però un anno dopo la condanna, nel 1952, tutti i responsabili furono liberati, grazie alla mediazione dell'ex-ministro delle Finanze Schacht, e s’infiltrarono nell’economia tedesca.[senza fonte]

A causa della gravità dei crimini di guerra commessi dalla IG Farben nel corso della II guerra mondiale e dell'ampio coinvolgimento della direzione nelle atrocità naziste, la compagnia fu ritenuta troppo corrotta per poter continuare ad esistere e pertanto gli alleati considerarono l'ipotesi di confiscarne tutti i beni e chiuderla. Invece, nel 1951, la compagnia fu divisa nelle componenti originali. Le quattro più grosse comprarono rapidamente quelle più piccole e oggi restano solo Agfa, BASF e Bayer, mentre la Hoechst si è fusa con la francese Rhône-Poulenc, dando vita alla Sanofi Aventis, con sede a Strasburgo, in Francia.

Dopo l'Olocausto, la IG Farben ha partecipato a progetti americani per la creazione di agenti chimici per l'uso bellico. Fondò la Chemagrow Corporation a Kansas City, Missouri, che impiegava specialisti tedeschi e americani per conto dell'U.S. Army Chemical Corps. Il dottor Otto Bayer coprì la posizione di direttore della ricerca della IG Farben, dove sviluppò e testò numerose armi chimiche insieme al dott. Gerhard Schrader.

Secondo The Crime and Punishment of I.G. Farben, di Joseph Borkin, la IG Farben, prima della guerra, strinse degli accordi segreti con i maggiori vertici delle forze armate americane perché non fossero bombardati i suoi stabilimenti in Germania[2]. Alla fine della guerra, il 93% delle fabbriche non era stato bombardato.

Nel 1967, la Monsanto entrò in una joint venture con la IG Farben.

Nonostante la compagnia sia stata ufficialmente liquidata nel 1952, continuò a essere trattata alla Borsa di Francoforte come un trust, che conteneva alcune proprietà immobiliari, e venne dichiarata in bancarotta il 10 novembre del 2003 dai suoi liquidatori, dopo aver versato 500.000 marchi (circa 200.000 euro) a una fondazione per gli ex-lavoratori forzati del regime nazista. Le restanti proprietà, del valore di 21 milioni di marchi (circa 9 milioni di euro) sono state messe all'asta. Durante tutto questo periodo la compagnia è stata soggetta a continue critiche per non aver pagato il lavoro dei prigionieri, unico motivo per cui sarebbe stata mantenuta in vita dopo il 1952.

La compagnia da parte sua imputava all'esistenza delle dispute legali derivanti dalla questione la colpa dell'impossibilità dello scioglimento, distribuendo così a ricompensa i beni fallimentari come compenso agli aventi diritto. Ogni anno per 49 anni consecutivi la sede della compagnia è stata sede di dimostrazioni da parte di centinaia di manifestanti.
[modifica] Apparato burocratico della IG Farben

L'apparato burocratico della IG Farben si può suddividere in tre parti: il livello superiore, le fabbriche e i servizi centrali.

La Farben controllava una holding, la I.G. America, fondata nel 1926 per gestire le attività americane della tedesca IG Farben.

Membri del suo Direttivo: Edsel Ford, Charles Mitchell (Rockfeller Bank), Walt Teagle (Presidente di Standard Oil), Paul Warburg (capo della Federal Riserve), Herman Metz, direttore della Bank of Manhattan, controllata da Warburg. Direttore era Max Warburg, fratello di Paul.
[modifica] Il livello superiore

Si trattava dell'apparato burocratico responsabile dell'organizzazione, ed era costituito da 3 centri direttivi ben distinti:

l'ufficio di Krauch, da dove veniva diretto l'espansione di tutta l'industria chimica;
il TEA o Technischer Ausschuss o Comitato tecnico; era diretto dal dott. Fritzter Meer, e si occupava della produzione;
la KA-Krauch o Kaufmannischer Ausschuss o Comitato commerciale; era diretto dal dott. Georg von Schnitzer e trattava questioni commerciali e aspetti finanziari.

[modifica] Le fabbriche

In tutto all'epoca c'erano 56 fabbriche, che erano suddivise in:

3 sparten o divisioni, a seconda della specializzazione della loro produzione,
Betriebsgemeinschaften o settori di attività che erano raggruppati territorialmente.

[modifica] I servizi centrali amministrativi

Erano suddivisi in dipartimenti i quali a loro volta erano raggruppati in due uffici principali, che erano a Berlino, dove venivano trattati problemi del personale, il protocollo, le questioni giuridiche, le esportazioni e l'economia politica, e a Francoforte, dove ci si occupava di contabilità centrale, dei servizi centrali di assicurazioni e della gestione degli elenchi della clientela.
[modifica] Citazioni in arte e cinematografia

La IG Farben svolge un ruolo importante nel racconto di Gravity's Rainbow Thomas Pynchon.
La IG Farben diventa un personaggio recitato da Dennis Hopper nel film Straight to Hell 1987 di Alex Cox.
È citata in Notorious, l'amante perduta di Alfred Hitchcock.
È citata in modo estremamente negativo nella decalogia di Ron Hubbard Missione Terra per la sua produzione di anfetamine.
La IG Farben e i suoi ipotetici prodotti futuri sono spesso menzionati da Philip K. Dick nel racconto The Man in the High Castle.
I.G. Farben è il nome su un biglietto da visita usato da Bud (Harry Dean Stanton) nel film Repo Man (1984).
La IG Farben e il suo accordo con la Standard Oil è ricostruito nel film Zeitgeist (2007).

[modifica] Note

^ Nel libro Critical Mass, di Carter Hydrick, citato a proposito in un articolo di Liberazione del 20 agosto 2000, si sostiene che l'impianto era destinato alla produzione di uranio arricchito e non di gomma, e che aveva consumi elettrici simili a quelli dell'americano di Oak Ridge. Il libro è stato il primo a portare alla luce come il progetto Manhattan ebbe contributi decisivi per la costruzione dell'atomica grazie al carico di materiale e scienziati del sommergibile Unterseeboot 234 XB. Parte di questo materiale sarebbe stato l'uranio arricchito di Auschwitz.
^ L'esistenza di questi accordi è ben documentata anche da un ufficiale americano (I.G. Farben di Richard Sasuly, Boni & Gaer Publ., N.Y. N.Y, 1947).

Vedi: "DEVIAZIONE" - Autore LUCE d'ERAMO - Mondadore del 1979
[modifica] Voci correlate

Gas nervino
Processo all'IG Farben

[modifica] Altri progetti

Collabora a Commons Wikimedia Commons contiene file multimediali su IG Farben

[modifica] Bibliografia

Borkin, Joseph - The Crime and Punishment of IG Farben - New York: Free Press (1978) -ISBN 0029046300

(Questo libro è liberamente scaricabile in Australia poiché non più in stampa da questo sito).

Zaffiri, Gabriele; Kaiser Wilhelm Gesellschaft; Nicola Calabria Editore, Patti (ME), 2006, ISBN 978-8888-010458-109
Zaffiri, Gabriele; SS-Vorgerucktenstudien - Studi avanzati e ricerche di una divisione speciale occulta delle SS; Boopen Editore, Pozzuoli (Napoli), 2007

[modifica] Collegamenti esterni

http://www3.iath.virginia.edu/holocaust/auschmap.gif
http://scrapbookpages.com/Poland/Auschw ... nowitz.jpg
http://scrapbookpages.com/Poland/Auschw ... ly1942.jpg
http://www.jewishvirtuallibrary.org/jso ... ime31.html
http://www.nachfolgeprozesse.nuernberg. ... ials7.html

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Re: IG Farben

Messaggioda fulvia » 9 lug 2011, 14:27

si conosco, molto interessante.
Non si vede bene che con il cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi.

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Sbaglio sempre e non imparo
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Re: IG Farben

Messaggioda eric draven » 11 lug 2011, 14:30

il braccio capitalistico del male?
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Re: IG Farben

Messaggioda assurbanipal » 15 lug 2011, 14:01

Non so se il capitalista si senta strumento?
Direi di no.
Si sentirà presumibilmente attore ed autore.......................
In questo caso invece il braccio e la mente mi sembrano ben divisi.
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Re: IG Farben

Messaggioda Druuna » 18 lug 2011, 12:37

Lo sai che la Fanta è stata inventata dagli americani per farea ffari col Reich, senza vendergli la Coca Cola ? /:)
« La capacità di godere richiede cultura, e la cultura equivale poi sempre alla capacità di godere. » Thomas Mann -"Il piccolo signor Friedemann"
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Re: IG Farben

Messaggioda assurbanipal » 18 lug 2011, 15:25

Druuna ha scritto:Lo sai che la Fanta è stata inventata dagli americani per farea ffari col Reich, senza vendergli la Coca Cola ? /:)

Se la bevevano le SS?
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Re: IG Farben

Messaggioda eric draven » 18 lug 2011, 15:37

Druuna ha scritto:Lo sai che la Fanta è stata inventata dagli americani per farea ffari col Reich, senza vendergli la Coca Cola ? /:)


se non altro non ci han firmato accordi per spartirsi la Polonia.

si commercia con chi ha voglia di commerciare con te,non lo sapevi?
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Re: IG Farben

Messaggioda Druuna » 8 ott 2011, 12:24

eric draven ha scritto:si commercia con chi ha voglia di commerciare con te, non lo sapevi?


Certo, se sei privo di coscienza, è più facile.
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Re: IG Farben

Messaggioda occidentale » 10 ott 2011, 13:53

Ma dove vivete?
Da anni sappiamo ad esempio che senza IBM le SS non avrebbero potuto raccogliere i dati per dare la caccia ai dissidenti in Germania prima e in Europa poi. Fu una consociata tedesca dell'azienda USA a fornire le macchine calcolatrici a scheda perforata con cui i dati vennero processati. E sapevano tutti ben benissimo a quale scopo RuSHA e Gestapo intendevano destinare tali macchine. Per trovare tutti i tedeschi e volkdeutsche in Europa la prima organizzazione e tutti gli ebrei e i nemici del Reich la seconda.
Pecunia non olet, purtroppo.

Se poi si pensa al fatto che la seconda conglomerata per grandezza in Europa nel 1942 faceva direttamente capo al Reichsmarchall Goering....
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Re: IG Farben

Messaggioda eric draven » 10 ott 2011, 14:26

Druuna ha scritto:
eric draven ha scritto:si commercia con chi ha voglia di commerciare con te, non lo sapevi?


Certo, se sei privo di coscienza, è più facile.


nel mio caso,sì.

Nel caso della Fanta,direi che si trattava di semplice commercio,senza pretese di implicazioni etiche.
Non è dimostrabile che i proprietari fossero a conoscenza dei reali intendimenti del Reich
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Re: IG Farben

Messaggioda Druuna » 16 gen 2012, 12:12

eric draven ha scritto:
Druuna ha scritto:
eric draven ha scritto:si commercia con chi ha voglia di commerciare con te, non lo sapevi?


Certo, se sei privo di coscienza, è più facile.


nel mio caso,sì.

Nel caso della Fanta,direi che si trattava di semplice commercio,senza pretese di implicazioni etiche.
Non è dimostrabile che i proprietari fossero a conoscenza dei reali intendimenti del Reich


Lo scambio implica sempre una relazione (nelle culture civilizzate), tranne nell'aberrante "incultura" capitalista, dove qualsiasi cosa è scambiabile con chiunque: bambini, organi, droga, armi.... basta fare soldi.
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Re: IG Farben

Messaggioda eric draven » 16 gen 2012, 13:59

Per la cronaca,il commercio di organi è legale a Singapore. non qui.

Il commercio di armi è regolato a livello internazionale. perchè non c'è popolo che non conosca la guerra.

Il commercio dei bambini oggi come oggi è prerogativa delle splendenti culture che tu 6 solita difendere.
Controlla pure in Africa.

Il commercio della droga beh....ti hanno mai detto che ci si strina ai 4 angoli del mondo?

insomma,al solito ti dai la zappa sui piedi
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Re: IG Farben

Messaggioda Druuna » 16 gen 2012, 15:18

tutto ciò di cui parli è frutto dell'articolazione di altre culture al capitalismo che ha invaso e occupato tutto, mercificando qualsiasi cosa potesse "rendere" e scaricando tutto ciò che non dava immediato frutto.
Ma questo non puoi saperlo, perchè non studi antropologia economica, antropologia sociale, antropologia culturale, economia culturale,...insomma non studi niente.
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Re: IG Farben

Messaggioda eric draven » 16 gen 2012, 23:19

Sai com'è c'è chi ha bisogno di studiare tanto perchè non sa niente e chi è in grado di usare il proprio cervello per riflettere sulle cose e non ha soprattutto bisogno del babau su cui scaricare tutte le colpe del mondo

PS: Non sono articolazioni,sono semplicemente espressioni della malvagità dell'uomo.
tutto molto normale.
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Re: IG Farben

Messaggioda Druuna » 18 gen 2012, 14:29

eric draven ha scritto:Sai com'è c'è chi ha bisogno di studiare tanto perchè non sa niente e chi è in grado di usare il proprio cervello per riflettere sulle cose e non ha soprattutto bisogno del babau su cui scaricare tutte le colpe del mondo


chi pensa di sapere tutto è il peggior tipo di ignorante
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Re: IG Farben

Messaggioda eric draven » 18 gen 2012, 18:40

Questo è quello che mi preoccupa di te,infatti

Esprimere qualche dubbio ogni tanto ti farebbe bene
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Re: IG Farben

Messaggioda Druuna » 19 gen 2012, 13:01

eric draven ha scritto:Questo è quello che mi preoccupa di te,infatti

Esprimere qualche dubbio ogni tanto ti farebbe bene


anche a te

Sai com'è c'è chi ha bisogno di studiare tanto perchè non sa niente e chi è in grado di usare il proprio cervello per riflettere sulle cose
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Re: IG Farben

Messaggioda eric draven » 19 gen 2012, 13:10

Io di dubbi ne ho fin troppi. Vorrei avere qualche certezza in più.
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Re: IG Farben

Messaggioda Druuna » 19 gen 2012, 16:18

eric draven ha scritto:Io di dubbi ne ho fin troppi.


non sembra.
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Re: IG Farben

Messaggioda eric draven » 19 gen 2012, 17:57

Credimi Druuna.

io sono veramente sicuro solo di 5 cose.

1-che devo morire
2-che non capisco le donne,anche se le adoro
3-che il comunismo è una cazzata ed il nazismo una follia
4-che so riconoscere un cazzaro quando ne vedo uno
5-pisamerda

su tutto il resto ho i miei sani dubbi
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