ARGENTINA LO STRANO CASO DELLE FABBRICHE OCCUPATE
Operai-imprenditori contro la crisi
22/5/2003
Sono circa 80 le aziende gestite da cooperative di operai e strappate al fallimento. Grazie a un avvocato cattolico abile, deciso. E a una strana interpretazione della legge sull'esproprio
In realtà, il caso delle fabbriche occupate rappresenta un'alternativa all'imprenditoria tradizionale, spesso fuggita dal paese per evitare di essere travolta dalla crisi, grazie a cooperative autogestite dai lavoratori che accettano la sfida con il mercato. E dimostrano che a pesare sul bilancio delle imprese non era il costo del lavoro, ma quello di dirigenti e amministratori.
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La partecipazione collettiva responsabilizza: prima il 25 per cento dei tubi si rompeva durante la lavorazione, adesso le rotture sono quasi azzerate. Intanto una parte dei ricavi si accantona per l'acquisto futuro dell'azienda, che ha un valore commerciale di 230 mila pesos (71 mila euro).
http://archivio.panorama.it/home/artico ... 0001019316
ad oggi le fabbriche recuperate sono molte di più, più del triplo.
A gennaio in libreria: “Lavorare senza padroni, viaggio nelle imprese ‘recuperadas’ d’Argentina” di Elvira Corona
Il libro racconta l’esperienza delle Ert in Argentina attraverso la voce dei protagonisti. Le Ert sono le Empresas recuperadas por sus trabajadores, ossia quelle imprese, in Argentina, salvate dagli stessi lavoratori che hanno risposto in maniera alternativa alla crisi economica del 2001.
Uno dei risultati più drammatici della crisi fu la chiusura o la svendita di numerose imprese che non riuscivano a reggere la concorrenza internazionale. La risposta della società civile fu l’autogestione organizzata dagli stessi lavoratori: gli operai presero in mano la gestione delle fabbriche che i loro padroni, sommersi dai debiti, avevano abbandonato.
A dieci anni dalla crisi l’autogestione in Argentina si rivela un fenomeno stabile, anzi in aumento. Un risultato che si deve alla enorme rete sociale creata dai lavoratori e alla grande solidarietà della società civile che ha legittimato le lotte.
Un modo di fare impresa che dovremmo studiare con estrema attenzione – afferma Francesco Gesualdi (prefatore e coordinatore del Centro Nuovo Modello di Sviluppo) – perché potrebbe aiutare l’Italia stessa a trovare nuove vie per risolvere il problema occupazionale e nuove vie per gestire in maniera efficiente e partecipata beni e servizi comuni come acqua, rifiuti, sanità.
http://www.liberolibro.it/a-gennaio-in- ... ra-corona/



