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Discussioni su temi economici
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Messaggioda eric draven » 19 mag 2011, 22:04

...in fondo siamo quasi tutti piuttosto digiuni dei fondamentali dell'economia...perchè non usare questo 3d per esporre i bailari per poter poi conmprendere i fenomeni economici che ci circondano?

qualcuno se la sente di cominciare?

PS: possibilmente niente spiegazioni per pochi eletti,cerchiamo di essere didattici
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Re: visto che...

Messaggioda assurbanipal » 21 mag 2011, 12:45

eric draven ha scritto:...in fondo siamo quasi tutti piuttosto digiuni dei fondamentali dell'economia...perchè non usare questo 3d per esporre i bailari per poter poi conmprendere i fenomeni economici che ci circondano?

qualcuno se la sente di cominciare?

PS: possibilmente niente spiegazioni per pochi eletti,cerchiamo di essere didattici

Forza docenti e siate chiari se vi riesce, da noi avrete un grazie.
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Re: visto che...

Messaggioda eric draven » 21 mag 2011, 15:29

Per Hedge Fund (chiamato anche in lingua italiana Fondo Speculativo) s'intende una particolare categoria di fondi specializzata in operazioni non direzionali, in grado quindi di guadagnare in modo indipendente rispetto al normale andamento di mercato.
Gli Hedge Funds sono quindi fondi tipicamente privati, altamente speculativi e nei quali esiste un altissimo livello di rischio.
Tale rischio è solitamente ricompensato attraverso la possibilità di ritorni molto elevati sul capitale investito.

Nati storicamente negli Stati Uniti, si sono diffusi velocemente tra le forme d'investimento occidentali maggiormente utilizzate da detentori di grandi capitali. Questo particolare è dovuto ad alcuni requisiti minimi richiesti per l'adesione (negli Stati Uniti sono necessari secondo i parametri di legge almeno 200.000 $ per poter partecipare).

La caratteristica operativa degli Hedge Fund comprende operazioni come:

- Market Neutral
- Arbitraggi
- Coperture (dette anche Hedge, da cui derivano la loro denominazione)
- Opzioni Finanziarie
- Leverage

Molti fondi utilizzano solo determinate strategie, o combinazioni di quelle appena elencate.

Negli ultimi mesi, anche a causa della crisi economica, gli Hedge Funds sono stati spesso chiamati in causa (a torto o a ragione) tra gl'indiziati principali degli scompensi finanziari che si sono manifestati nell'economia nazionale. Questo genere di fondi non possiede i tradizionali limiti e sistemi di controllo operativi a cui devono sottostare i fondi d'investimento tradizionali.

Un ulteriore elemento di differenza è spesso la sede fiscale dei fondi speculativi, spesso localizzata in paradisi fiscali per poter usufruire d'importanti sgravi d'imposta.

Nel corso delle ultime riunioni internazionali sono così entrati sotto la lente d'osservazione dei legislatori, che potrebbero pensare di emettere nuove regolamentazioni per resringerne utilizzo ed operatività.

http://www.hedgefundonline.it/glossario ... -fund.html
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Re: visto che...

Messaggioda sounasegasusughi » 21 mag 2011, 15:42

http://www.usemlab.com/index.php?option ... Itemid=140
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Re: visto che...

Messaggioda eric draven » 21 mag 2011, 15:50

Cosa sono le Obbligazioni

La cedola è una delle forme generalmente più utilizzate dalle società per pagare gli interessi all'investitore, la cedola può essere fissa o variabile, a secondo che si sia sottoscritto un'obbligazione a tasso fisso o variabile. Il proprietario di titoli obbligazionari viene riceve gli interessi sotto forma di cedole a scadenze predeterminate, in genere semestralmente o annualmente. Esistono però anche delle obbligazioni senza cedola (zero coupon) dove gli interessi vengono pagati al momento della scadenza del titolo dove viene restituito il capitale investito, maggiorato degli interessi maturati durante il periodo di vita del titolo. Le obbligazioni più popolari sono costituite da i titoli di stato: Bot, CCT Btp, tramite i quali lo stato si procura liquidità proveniente dai cittadini, ma possono anche essere emesse da società o enti sovranazionali, le obbligazione emesse da società sono definite obbligazioni societarie o corporate bonds, quelle invece emesse da enti sovranazionali si chiamano obbligazioni sovranazionali o sovereign.

Ogni titolo di obbligazioni è una quota che rappresenta una parte del valore nominale contratto dall’ente emittente e sono rimborsabili a medio - lungo termine, tramite modalità prestabilite da piani di ammortamento. L’obbligazione diviene un vero e proprio oggetto di mercato acquistabile e vendibile. Le obbligazioni si distinguono dalle azioni in quanto non rappresentano una frazione del capitale sociale, ma costituiscono dei debiti a carico della società emittente. Le obbligazioni quindi non attribuiscono alcuna qualità giuridica di socio a chi le possiede, il possessore risulta quindi solo come una figura di creditore nei confronti della società.

Le obbligazioni hanno una scadenza entro la quale la società deve impegnarsi a restituire il capitale e rimborsare il creditore, tipicamente la scadenza dista dalla data di sottoscrizione da un periodo che va da i 2 ai 30 anni, per le azioni invece non esiste tale scadenza, infatti chi possiede azioni si guadagna anche il diritto di partecipazione sociale che dura quanto dura la società. Da tenere presente che maggiore è la durata di un'obbligazione, maggiore è il tempo in cui l'investitore rinuncia ad utilizzare il suo capitale. In seguito all’acquisto di titoli obbligazionari il reddito che ne deriva a favore dell’obbligazionista deve essere pagato incondizionatamente, mentre nel caso di acquisto di titoli azionari l’utile ripartito tra i vari azionisti è soltanto eventuale e quindi non garantito. Il risarcimento della somma di denaro avviene alla data di scadenza per il valore nominale, normalmente tramite un’unica soluzione, i redditi derivati dagli interessi sono pagati regolarmente con scadenze trimestrali, semestrali o annuali. Gli interessi pagati periodicamente vengono detti cedole perché tempo fa per poterli riscuotere era necessario staccare uno scontrino fornito con il certificato dell’obbligazione.

Una società per emettere titoli obbligazionari deve essere in possesso dell’approvazione dell’assemblea dei soci, il deposito della deliberazione presso l’ufficio del registro delle imprese e l’omologazione del tribunale. L’importo massimo di obbligazioni che una società può emettere non deve eccedere il capitale esistente in virtù dell’ultimo bilancio. Le società a responsabilità limitata non possono emettere obbligazioni. In caso di mancato pagamento di una cedola è possibile presentare una istanza di fallimento. Le obbligazioni possono essere nominative e al portatore, semplici o garantite, nel caso delle garantite esiste una garanzia ipotecaria sui beni immobili della società o fideiussioni di determinati redditi.

Le obbligazioni devono indicare: la denominazione, l’oggetto, la sede della società, il capitale sociale versato e quello esistente al momento dell’emissione, la data della deliberazione dell’assemblea e la sua iscrizione al registro, l’ammontare complessivo delle obbligazioni emesse, il valore nominale di ognuna, il saggio d’interesse, le garanzie offerte, le modalità di rimborso.

A tutela degli obbligazionisti vigila l’assemblea degli obbligazionisti.

Obbligazioni societarie:

le Le obbligazioni societarie, chiamate anche corporate bond, sono dei titoli emessi da società private, ma anche da banche, che hanno lo scopo di ottenere liquidità per le loro attività. Attualmente nel mercato italiano la gran parte di obbligazioni societarie sono emesse dagli istituti di credito.
Obbligazioni convertibili:

sono obbligazioni che posseggono la capacità di convertire il titolo obbligazionario in titoli azionari ad una data prestabilita secondo un rapporto di cambio prestabilito. Sono dei titoli obbligazionari che appartengono al gruppo delle obbligazioni strutturate sono una forma di investimento "ibrida" fra le obbligazioni ed i titoli azionari. Anche nelle obbligazioni convertibili il titolare riceve degli interesse meglio definiti (cedole) con scadenza generalmente annuale come un normale titolo obbligazionario, ma all'investitore è offerta un'ulteriore possibilità, ovvero quella di convertire i propri titoli obbligazionari in azioni. Le modalità ed i tempi sono naturalmente prestabilite al momento della sottoscrizione dei titoli.

Le obbligazioni convertibili sono quindi dei titoli che consentono all'investitore di diventare azionista della società a cui ha offerto un "prestito" seguendo il rapporto di conversione che specifica tutte le condizioni dell'operazione. Inoltre le obbligazioni convertibili possono essere a conversione diretta quando i titoli azionari in cui possono essere convertite le obbligazioni sono della stessa società emittente, o a conversione indiretta quando la conversione avviene prendendo possesso di titoli di una società diversa da quella con cui abbiamo sottoscritto il contratto dei titoli obbligazionari.

Obbligazioni con warrant: in questa tipologia di obbligazioni il risparmiatore acquistando i titoli obbligazionari riceve il diritto di di acquistare altrititoli a condizioni vantaggiose. Il warrant può possedere una vita separata dalle obbligazioni, così il titolare del diritto ha la facoltà di esercitarlo, o venderlo rispettando le condizioni di emissione.
Obbligazioni a tasso fisso:

in questo caso all’investitore spetta una remunerazione ad un tasso d’interesse fisso fissato prima dell’emissione.
Obbligazioni a tasso variabile:

Nelle obbligazioni a tasso variabile si ha un premio calcolato con tasso d’interesse variabile che segue i tassi di mercato. Tali obbligazioni sono caratterizzate da duration pari a zero.
Obbligazioni Zero-Coupon:

Le obbligazioni a Zero-Coupon o ZCB sono titoli privi di cedola, in questo caso non si hanno dei pagamenti periodici, tramite cedole, ma gli interessi vengono riportati al capitale alla scadenza del titolo. In questo caso la duration è uguale al tempo di vita rimanente del titolo. Il rendimento dell'obbligazione viene calcolato sottraendo il prezzo di acquisto al prezzo finale. L'assenza della cedola sta ad indicare l'assenza di pagamenti periodici degli interessi, in quanto il ricavo proviene solo dalla differenza fra prezzo di acquisto e l'ammontare di denaro restituito. In genere i titoli a zero coupon hanno durata breve, inferiore all'anno.

Gli investimenti in titoli obbligazionari senza cedola avvengono sotto la pari, il guadagno dell'investimento è determinato dalla differenza tra il valore di rimborso ed il prezzo di acquisto (o prezzo di emissione dell'obbligazione). Se ad esempio si acquista un'obbligazione a zero coupon con scadenza fra un anno ad un prezzo di 97, quando saremo rimborsati per un valore pari a 100 avremo un guadagno pari al 3%. Questo a grandi linee è il principio delle obbligazioni "sotto la pari".

Fra i titoli Zero-coupon più comuni troviamo i BOT.
Obbligazioni Indicizzate:

Le obbligazioni indicizzate sono dei titoli caratterizzate da interessi variabili strettamente correlati all'andamento di alcuni valori finanziari che possono essere reali, monetari o valutari, specificati al momento dell'emissione dei titoli obbligazionari.
Obbligazioni strutturate

Le obbligazioni strutturate sono caratterizzate da un rendimento legato a indici di uno o più strumenti finanziari.
Obbligazioni step-down

Le obbligazioni step down sono a tasso fisso, ma la particolarità di questi titoli risiede nella progressiva variazione della cedola che è sottoposta ad un predeterminato piano di riduzione durante l'intero periodo di vita del titolo.

Ad esempio se sottoscriviamo un'obbligazione step down della durata di 5 anni potremmo avere un tasso iniziale della prima cedola pari al 6% e su ogni successiva potrebbe gravare una riduzione del tasso pari allo 0,30%, così con cedole annuali l'anno successivo avremmo un rendimento del 5,70%, il terzo anno del 5,40%, e così procedendo fino alla scadenza del titolo.

Con le obbligazioni step-down in pratica avremmo le prime cedole con un valore più alto rispetto alle successive, le cedole sono pagate semestralmente o annualmente, alla scadenza dei titoli verrà rimborsato l'intero valore di titoli obbligazionari possedute.
Obbligazioni step-up

Come le obbligazioni step down anche le obbligazioni step up prevedono una variazione del valore della cedola durante la vita del titolo obbligazionario. Contrariamente però alle obbligazioni step down, nelle step up è previsto un aumento della cedola in base ad un piano predeterminato al momento dell'emissione dei titoli. Le cedole assumono così un valore progressivamente più alto. Anche qui le cedole possono essere pagate semestralmente o annualmente ed alla scadenza del titolo verrà corrisposto il rimborso pari al valore delle obbligazioni in possesso.
Rendite perpetue

Con le rendite perpetue i titoli obbligazionari liquidano perpetuamente una cedola dall’importo predefinito, non esiste alcun rimborso alla scadenza.
Duration

La duration indica la durata finanziaria del titolo, viene espressa come il tempo rimanente alla scadenza dell'obbligazione ponderata con l'ammontare delle future cedole che dovranno essere pagate. La duration risulta così come un valore frutto della correlazione di tre variabili; il tasso di mercato, la vita residua, l'ammontare delle cedole residue. Per i titoli Zero Coupon Bond la duration è pari al tempo rimanente alla scadenza dei titoli. La duration risulta un importante fattore nel calcolo per la valutazione del rischio, nel mercato obbligazionario la volatilità del prezzo del titolo dipende; dall'entità della cedola, dalla durata del titolo, dalla frequenza delle cedole. La duration di un'obbligazione può essere espressa in anni o in giorni, la duration è un attributo di particolare interesse in quanto può fornirci anche una parziale indicazione del rischio del titolo obbligazionario, ciò perchè se la duration è ancora lunga si può incorrere nel rischio di vedere variare negativamente il prezzo del titolo. Le obbligazioni a tasso variabile posseggono una cedola che si adegua alle oscillazioni dei tassi di mercato, la duration è breve, e con essa anche il rischio di volatilità è basso. Le obbligazioni a tasso fisso invece posseggono una cedola costante che in casi di oscillazioni del mercato le rendono particolarmente volatili ed anche il valore ad esse collegato reagisce in maniera più marcata.
Outlook
In attesa della valutazione delle società di rating una società emittente può mostrare un outlook positivo o negativo. L'outlook rappresenta la prospettiva per il futuro rating. Nel caso di un outlook positivo si hanno delle prospettive di un miglioramento del rating da parte delle società di rating, nel caso di un rating negativo le società di valutazione prevedono una declassazione del rating della società emittente.
Tipologie di obbligazioni

Esistono diverse tipologie di obbligazioni, differenze che caratterizzano il titolo e ne influenzano la redditività ed i rischi ad esso legati. In primo luogo le obbligazioni possono essere classificate in base all'ente emittente, ad esempio possono essere emesse dallo stato, da società o da aziende private, oppure da enti sovranazionali. Le obbligazioni sono poi classificate in base alla modalità di rimborso, infatti può essere previsto il pagamento di cedole a tasso fisso o variabile, oppure titoli privi di cedole (meglio conosciuti come obbligazioni zero coupon). Un ulteriore variabile delle obbligazioni risiede nei tempi di rimborso, i quali possono essere semestrali, annuali ecc.

In base all'emittente di emissione è possibile distinguere in titoli di stato, che sono titoli emessi sul mercato direttamente dal governo, obbligazioni societarie, emesse da società private e titoli pubblici come i Boc, Bor, e Bop

Obbligazioni reverse convertible: sono delle particolari obbligazioni in cui la società emittente ha la facoltà di cedere al soggetto titolare di obbligazioni dei titoli azionari in sostituzione al capitale corrispondente al valore dei titoli obbligazionari, ma ciò può avvenire solo se si verificano particolari condizioni prestabilite e sottoscritte al momento dell'acquisto. Le obbligazioni reverse convertible pagano una cedola fissa generalmente più elevata rispetto alle obbligazioni a tasso fisso ordinarie, ma il titolare dei titoli non ha alcuna garanzia che la società rimborsi integralmente il prestito al momento della scadenza. La restituzione del capitale investito è legata all'andamento di un titolo azionario, solo se alla scadenza il titolo azionario è maggiore di un valore predeterminato l'investitore potrà ricevere indietro l'intera somma di capitale investito. Il prezzo di riferimento è definito strike price, nel caso invece che al momento della scadenza il valore del titolo azionario non superi lo strike price al titolare dei titoli verrà corrisposta una certa quantità di azioni il cui controvalore è largamente inferiore al capitale originariamente investito in obbligazioni. Con le obbligazioni reverse convertible il titolare dei titoli non possiede la certezza della restituzione del capitale, ma se al momento della scadenza l'indice di riferimento è superiore allo strike price allora si vedrà restituire l'intero capitale ed avrà ricevuto delle cospicue cedole derivanti dagli alti tassi di interesse.

Obbligazioni drop lock: sono obbligazioni a tasso variabile ma portano con se una speciale clausola di garanzia che tutela il titolare di obbligazioni drop lock nel caso in cui i tassi d'interesse scendano sotto un valore prestabilito. Al momento dell'emissione viene stabilito un valore del tasso d'interesse definito: trigger rate, se i tassi dovessero scendere l di sotto del trigger rate l'obbligazione drop lock diventa un'obbligazione a tasso fisso, generalmente fino alla scadenza del titolo. Sono una forma di investimento che riduce i rischi in caso di eventuali tagli ai tassi d'interesse.

Obbligazioni fixed reverse floater: sono obbligazioni appartenenti alla categoria delle obbligazioni strutturate con una duration relativamente lunga, in un primo momento si comportano come obbligazioni a tasso fisso, e possono assumere la configurazione di obbligazioni step down, con le classiche cedole ad importo decrescente, per mutare in un secondo momento in obbligazioni indicizzate, tale comportamento viene appunto definito "reverse". Come obbligazioni indicizzate posseggono un rendimento legato all'andamento di indici specifici determinati al momento dell'emissione, da tasso fisso passano quindi a tasso variabile. Ogni obbligazione fixed reverse floater ha determinate caratteristiche e modalità di funzionamento e conversione, tutti parametri da comprendere pienamente prima di un' eventuale sottoscrizione.

Obbligazioni index-linked: sono obbligazioni strutturate caratterizzate da un rendimento correlato all'andamento di indici azionari o titoli azionari nel caso delle equity linked.

Fra le tipologie di obbligazioni più conosciute troviamo:
Obbligazioni:

a tasso fisso
a tasso variabile
strutturate
convertibili
a zero coupon
step up
step down
reverse convertible
subordinate
dual currency

http://www.info-investimenti.com/Obblig ... izione.php
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Re: visto che...

Messaggioda roundmidnight » 21 mag 2011, 15:58

E' lodevole, ma fatto così mi sembra inutile. Seguirei il percorso di un manuale di macroeconomia. Dalla domanda di moneta in poi. Sintetizzando e lasciando spazio ai chiarimenti e alle diverse vedute.
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Messaggioda eric draven » 21 mag 2011, 16:01

Se vuoi suggerire un indice progressivo,vediamo se si riesce ad impostare un lavoro più armonico....
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Messaggioda fulvia » 21 mag 2011, 17:11

roundmidnight ha scritto:E' lodevole, ma fatto così mi sembra inutile. Seguirei il percorso di un manuale di macroeconomia. Dalla domanda di moneta in poi. Sintetizzando e lasciando spazio ai chiarimenti e alle diverse vedute.

si. ci vuole qualcuno che mi elenchi gli argomenti io poi faccio delle sottosezioni. voi proponetelo, io ve lo classifico.
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Messaggioda sounasegasusughi » 21 mag 2011, 17:18

roundmidnight ha scritto:E' lodevole, ma fatto così mi sembra inutile. Seguirei il percorso di un manuale di macroeconomia. Dalla domanda di moneta in poi. Sintetizzando e lasciando spazio ai chiarimenti e alle diverse vedute.

in sostanza partiresti dalla disastrosa tradizione dell'economia anglo-americana che vuole una netta separazione fra la sfera micro e quella macro. L'ìidea è che ci siano due mondi economici netamente separati e indipendneti. Da un lato, esiste la sfera micro, quel mondo di prezzi individuali determinati dalle forze della domanda e dell'offerta, dall'altro esiste la sfera separata e distinta della cosiddeta macroeconomia che studia agregati economici come il bilancio pubblico e la politica monetaria in cui generalmente nn si vede la minima possiiblità di lasciare spazio al libero mercato, senza peraltro che qualcuno si scomodi a speigare il perchè. In realtà le sfere macro e micro sono intrecciate edi ntegrate, e dividerle fa solo il gioco di chi sostiene l'ingerenza dello stato in ecoonmia e quello stato falsario che è causa di ogni depresione economica. Niente male, come inizio di un corso di economia, sono dd'accordo con te. Qualcuno che ha aperto un libro di economiai n vita sua c'è qua, prima di iniziare?
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Messaggioda eric draven » 21 mag 2011, 17:25

Perchè non ci posti tu un indice di massima da seguire? :-?

Tanto per vedere come impostare un lavoro più armonico e coerente
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Re: visto che...

Messaggioda sounasegasusughi » 21 mag 2011, 17:38

ho postato il lnik ad una serie di lezioni secondo me molto interessanti, è qua sopra.
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Messaggioda eric draven » 21 mag 2011, 17:40

ok...da cosa vogliamo cominciare allora come argomento?

proponi tu?
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Messaggioda Druuna » 24 mag 2011, 8:48

cose più fondamentali, tipo cos'è il PIL ? cos'è il debito pubblico ?
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Messaggioda fulvia » 24 mag 2011, 9:32

Druuna ha scritto:cose più fondamentali, tipo cos'è il PIL ? cos'è il debito pubblico ?

cos'è un prezzo, cos'è un bene, cos'è una tassa?
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Re: visto che...

Messaggioda roundmidnight » 24 mag 2011, 10:10

sounasegasusughi ha scritto:
roundmidnight ha scritto:E' lodevole, ma fatto così mi sembra inutile. Seguirei il percorso di un manuale di macroeconomia. Dalla domanda di moneta in poi. Sintetizzando e lasciando spazio ai chiarimenti e alle diverse vedute.

in sostanza partiresti dalla disastrosa tradizione dell'economia anglo-americana che vuole una netta separazione fra la sfera micro e quella macro. L'ìidea è che ci siano due mondi economici netamente separati e indipendneti. Da un lato, esiste la sfera micro, quel mondo di prezzi individuali determinati dalle forze della domanda e dell'offerta, dall'altro esiste la sfera separata e distinta della cosiddeta macroeconomia che studia agregati economici come il bilancio pubblico e la politica monetaria in cui generalmente nn si vede la minima possiiblità di lasciare spazio al libero mercato, senza peraltro che qualcuno si scomodi a speigare il perchè. In realtà le sfere macro e micro sono intrecciate edi ntegrate, e dividerle fa solo il gioco di chi sostiene l'ingerenza dello stato in ecoonmia e quello stato falsario che è causa di ogni depresione economica. Niente male, come inizio di un corso di economia, sono dd'accordo con te. Qualcuno che ha aperto un libro di economiai n vita sua c'è qua, prima di iniziare?


La "disastrosa tradizione dell'economia anglo-americana" ha prodotto quasi tutti i premi Nobel per l'economia. "Che (questa tradizione) vuole una netta separazione fra la sferma micro e quella macro", lo pensi solo tu, francamente.

I più grossi disastri, in realtà, sono stati determinati proprio quando si è voluto "lasciar fare", sul presupposto che tutto si sarebbe aggiustato da sè.

E poi, in ogni caso, quando si voglion proporre scuole minoritarie, bisogna conoscere/far conoscere, anche quelle maggioritarie.

Un po' di domanda/offerta aggregata, PIL, di domanda/offerta di moneta, modelli IS-LM, AD-AS, di curva di Phillips, di politiche monetarie e fiscali, ci deve essere.

Se poi tu, as usual, dici che le politiche monetarie e fiscali non devono esistere, che le banche centrali devono scomparire, ecc. ecc., che parliamo a fare? Muniamoci di clava e non se ne parla più...
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Re: visto che...

Messaggioda eric draven » 24 mag 2011, 11:17

Vabbuò,ma la vogliamo decidere una linea di partenza?

iniziamo veramente dalle basi e cominciamo a parlare di legge della domanda e dell'offerta?

poi si può discorrere di curva di lafferty,di phillips e tutto il resto,ma se prima non sappiamo definire il concetto di bene economico non credo si vada lontano
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Re: visto che...

Messaggioda Petronio_arbiter » 24 mag 2011, 11:34

Druuna ha scritto:cose più fondamentali, tipo cos'è il PIL ?


Il PIL misura qualunque cosa, tranne ciò per cui vale la pena vivere - Robert Kennedy

U PILU, invece, misura ciò per cui il pene vive! - Petronio_Arbiter =)) =)) =))

<----------------------------->

Scherzi a parte, quando vi sarete sistemati con i basic vi dimostrerò matematicamente come è possibile perdere un intero capitale, anche cospicuo, avendo investito su un titolo azionario il cui valore raddoppia ogni anno! :-o :ymsmug:
Un problema non può essere risolto con lo stesso tipo di pensiero che lo ha generato (A. Einstein)
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Re: visto che...

Messaggioda fulvia » 24 mag 2011, 11:39

Petronio_arbiter ha scritto:
Druuna ha scritto:cose più fondamentali, tipo cos'è il PIL ?


Il PIL misura qualunque cosa, tranne ciò per cui vale la pena vivere - Robert Kennedy

U PILU, invece, misura ciò per cui il pene vive! - Petronio_Arbiter =)) =)) =))

<----------------------------->

Scherzi a parte, quando vi sarete sistemati con i basic vi dimostrerò matematicamente come è possibile perdere un intero capitale, anche cospicuo, avendo investito su un titolo azionario il cui valore raddoppia ogni anno! :-o :ymsmug:

=)) =)) =)) =))
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Messaggioda assurbanipal » 11 giu 2011, 12:17

Dunque soppesata la prima legge di Petronio, procediamo.
Son tutt'orecchi e occhio sbarrato.
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Re: visto che...

Messaggioda assurbanipal » 11 giu 2011, 12:27

Cos'è la moneta?
Come si crea e come si distrugge?
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