Mentre studio la storia dei paesi di cultura islamica, imparo che diverse correnti fondamentaliste (salafiyya, wahhabismo) hanno in comune l'ottica dell'utopia restrospettiva: ossia, si vagheggia che la Medina del Profeta Muhammad fosse la società (politico-religiosa) ideale e quindi si desidera riportare il mondo a quella condizione.
Questa visione e i discorsi ricorrenti di alcuni forumisti mi hanno fatto pensare... che si ritiene che gli anni '60 e '70 siano stati "la crisi dell'occidente capitalista ottimista" e quindi si vagheggi un ritorno a quello slancio, quell'ottimismo, quella spinta al consumismo che oggi, per forza di cose si sgretola o diventa parossistica.
In definitiva i movimenti neoliberisti hanno la stessa ottica dei fondamentalisti islamici, nei confronti della loro propria civiltà. Non è un caso se questo modo di ragionare sia subentrato nel mondo islamico proprio come reazione alla "sconfitta" economica, da parte del colonialismo occidentale e alla penetrazione della visione antropocentrica e razionalista europea.
La contaminazione ha fatto un giro di 360 °.


