I siciliani, gli scrittori d'ItaliaDopo 5 anni di assenza la Sicilia è tornata al Salone internazionale del Libro di Torino
Il 150° anniversario dell'Unità d'Italia ha ridato smalto al Salone internazionale del libro di Torino che si è allargato e sdoppiato con la mostra «1861-2011. L'Italia dei libri». Sono stati 1500 gli espositori ad animare la 24ª edizione del Salone: presenti con propri stand o in quelli collettivi in un delirio di libri, incontri, convegni travalicanti anche le mura del Lingotto per il Salone Off, come si conviene ormai a ogni esposizione che si rispetti. Ai 123 debuttanti assoluti tra gli espositori, fanno eco i tanti ritorni. Tra cui la Regione Siciliana che dopo 5 anni di assenza è tornata come espositore istituzionale scegliendo per la partecipazione lo slogan «Siciliani, scrittori d'Italia» e come segno grafico distintivo la sovrapposizione festosa e colorata delle firme degli scrittori siciliani più importanti degli ultimi 150 anni che diventano un unico segno grafico.
«Nell'opera di questi scrittori, dai veristi a Camilleri, la Sicilia sta sempre al centro ma nello stesso tempo il loro respiro è internazionale», spiega il direttore della Biblioteca centrale siciliana, Francesco Vergara Caffarelli. Istituzionalmente la Regione ha anche offerto all'Associazione siciliana degli editori (18 gli aderenti) uno spazio istituzionale e ha raccolto e presentato una selezione delle principali pubblicazioni scientifiche e divulgative realizzate nei vari ambiti di competenza degli istituti tecnico-scientifici del Dipartimento regionale dei Beni culturali: dal restauro architettonico alla museografia, dalla ricerca archeologica a quella etnoantropologica e storico-artistica, dalla conservazione del patrimonio alla catalogazione dei fondi archivistici e librari».
«Siamo tornati perché non potevamo mancare a quest'edizione celebrativa dei 150° anniversario dell'Unità d'Italia che abbiamo deciso di declinare anche dedicando uno speciale omaggio a Federico de Roberto», ha continuato Vergara. «Il risultato è una vetrinetta in cui sono state raccolte alcune prime edizioni derobertiane possedute dalla Biblioteca centrale della Regione e dalla Biblioteca regionale di Catania tra cui spicca l'edizione de I Vicerè, Galli, Milano 1894.
I Vicerè è anche uno dei 150 grandi libri scelti per la mostra «1861-2011. L'Italia dei libri», un viaggio nel mondo della letteratura che, dopo la chiusura del Salone, dovrebbe essere replicato in giro per l'Italia, Isole comprese, per poi costituire il nucleo base del futuro Museo del Libro di Torino.
Ma I Vicerè non è il solo tra i volumi degli autori siciliani tra i 150 libri scelti. Ci sono I Malavoglia di Giovanni Verga, Il marchese di Roccaverdina di Luigi Capuana, Il bell'Antonio di Vitaliano Brancati, La fine del mondo antico di Santo Mazzarino, Diceria dell'Untore di Leonardo Sciascia, La lunga vita di Marianna Ucria di Dacia Maraini e La forma dell'acqua di Andrea Camilleri.
Il Gattopardo, unico romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa è, invece, tra i 15 superlibri. Al capolavoro che racconta il passaggio dalla Sicilia borbonica attraverso il Risorgimento visto con gli occhi del principe di Salina è dedicata una delle 15 isole lungo il percorso temporale che s'avviluppa come una chiocciola da La morte civile di Paolo Giacometti (1862) al Leopardi di Pietro Citati (2010). L'icona scelta dal curatore dell'allestimento della mostra, Massimo Venegoni, è un'immagine olografica del celebre vestito del ballo indossato da Angelica nella riproposizione cinematografica di Luchino Visconti. Un'immagine simbolo che va a sovrapporsi alle altre identificate per gli altri superlibri: la giostrina di Pinocchio, la carrozza della cavallina storna di Pascoli, Italo Calvino vestito da barone rampante che guarda i visitatori dall'alto. Un modo diverso di far vivere i libri tra foto, racconti e pannelli tra i quali perdersi come in una delle tante storie raccontate proprio da quei libri che diventano anche multimediali nello spazio dedicato all'evoluzione degli e-book.
Una scoperta per i vecchi lettori, una normalità per i nativi digitali, quei ragazzi ai quali è stato dedicato il Bookstock Village, l'area per i giovani lettori con librerie divise per fasce d'età. Dove può capitare che un ragazzo scelga di comprare un libro, La spada del destino di Andrzej Sapkowski, perchè da quello è stato tratto un videogioco cult, The Witcher.
M.Caruso
Da
La Sicilia - 15-05-2011