Vendette, ritorni di Fiamma e piccole soddisfazioni
di Florian
Grande è la confusione nel cielo e per il Pdl, contrariamente a quanto pensava Mao, la situazione non è per nulla eccellente. La venuta di Mario Monti, incaricato dal Quirinale di formare il governo del dopo-Berlusconi sotto gli auspici degli ambienti politico-finanziari di tutta Europa, ha scatenato nel centrodestra italiano una ridda di voci contrapposte. C’è chi esalta in Supermario il promotore di riforme liberiste necessarie per il risanamento dei nostri conti pubblici. E di contro c’è chi, riesumando antiche pulsioni antielitiste e noglobaliste si lancia a testa bassa contro il governo tecno-finanziario, la Bce “tedesca” e Mer-kozy.
L’ala destra della destra è pervasa oggi da un ritorno di Fiamma, con gli ex missini pronti, senza nemmeno accorgersi di quello che dicono e fanno, a recuperare il vecchio armamentario nazionalista, ben contenti di essere spalleggiati in questa loro difesa dell’interesse nazionale dagli orfani più piagnucolosi del Cav., quegli ex amerikani con la kappa, che perso di vista l’amico George sembra abbiano mollato la Cia per arruolarsi nel Kgb di compagno Vladimir.
Emblematica in questo senso è oggi la linea dei Foglianti, capitanati da un elefantino deciso a vendere caro l’italico onore contro il direttorio franco-tedesco, colpevole di averci commissariato per proprio interesse. Ad esser cattivi si potrebbe pensare che quella di Ferrara è una vendetta postuma nei confronti di una Vecchia Europa contro la quale già, di concerto con Rumsfeld e Blair, il buon Giulianone ebbe modo di incrociare le spade al tempo della famosa guerra a Saddam.
Ma c’è chi rispolvera lo stesso scenario geostrategico per prendersi delle piccole soddisfazioni, E’ il caso del fascistissimo Pietrangelo Buttafuoco, che sempre sul Foglio di Ferrara, coerentemente con la sua antica posizione antiamericana e filo islamica, sfotticchia il direttore definendo l’approdo a Monti un altro esempio di “regime change” eseguito, come per la Spagna e la Grecia, non sulla punta delle baionette della democrazia, ma grazie ai colpi altrettanto violenti e altrettanto occidentali dello spread finanziario. Ed è Buttafuoco a tirar fuori dal sacco la parola proibita che nel tardo impero berlusconiano ha agitato i sonni della destra putiniana: Eurasia.
Ancora un piccolo passo e gli orfani dell’Amor loro si troveranno sullo stesso carrozzone di quella destra radicale che su questo spartito ha riflettuto in beata solitudine per anni.
Florian




