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    L'Argonauta n 17 - L’antifascismo mitico della sinistra italiana - Florian

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    L'Argonauta n 17 - L’antifascismo mitico della sinistra italiana - Florian

    L'Argonauta n 17 - L’antifascismo mitico della sinistra italiana - Florian

    Messaggioda fulvia » 9 gen 2012, 19:30

    L’antifascismo mitico della sinistra italiana
    di Florian


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    Quando il 30 dicembre scorso il sito web de Il Fatto Quotidiano ha commemorato la scomparsa di Mirko Tremaglia - una vita nel Msi, poi deputato di An ed infine di Fli -, i commenti dei lettori non sono stati teneri con un uomo che fino a quando è stato vivo, e ancora da morto, ha scontato presso una non piccola parte di italiani l’imperdonabile colpa d’essere stato fascista.
    Questa circostanza può indurci a riflettere su quella che è vera natura della sinistra italiana e parimenti della destra che le si oppone. E’ opinione diffusa che, malgrado gli innesti e le revisioni successive, queste aree contrapposte da noi riflettano ideologie novecentesche “dure a morire” quali il comunismo e il fascismo. Ma siamo sicuri che quanti ancora si disprezzano vicendevolmente siano gli eredi diretti di Togliatti e Mussolini, di Gramsci e di Gentile? Per davvero il comunismo e il fascismo rappresentano due poli inconciliabili della politica e dunque irriducibilmente alternativi?
    Ad essere onesti, che in Italia fascisti e comunisti non siano nati per farsi necessariamente la guerra ce lo ricordano ancora diversi fattori. Bersaglio dei fascismo non era il comunismo in sé ma l’internazionalismo e il pacifismo delle socialdemocrazie. Mentre l’anticapitalismo rivoluzionario di Mussolini è confermato dalle origini socialiste dell’uomo che gli valsero l'apprezzamento di Lenin, il filosofo Gentile considerava i suoi oppositori comunisti alla stregua di “corporativisti impazienti”. Senza tirare qui in ballo tutto l'armamentario ideologico del cosiddetto "fascismo di sinistra", si può sottolineare senza timor di smentita che tra estrema destra ed estrema sinistra, prima dell’entrata italiana in guerra, ci fosse più concorrenza che aperta contrapposizione.
    Naturalmente l’attacco nazista alla Russia comunista cambiò radicalmente i rapporti tra i fascisti e i comunisti italiani. Ma anche a chiusura del conflitto che i vecchi rapporti non fossero stati del tutto dimenticati lo dimostra il provvedimento varato nel 1946 dal segretario del PCI, Togliatti, allora ministro della Giustizia del governo De Gasperi, volto ad amnistiare i reduci di Salò – a dispetto della volontà contraria del Partito d’Azione –, per intercettare umori e voto contro la Democrazia Cristiana.
    Tuttavia questo riavvicinamento tra fascismo e comunismo doveva subire un duro colpo a causa della propaganda stalinista, la quale nell’immediato dopoguerra pensò bene di agitare il fantasma del nemico “fascista”, ormai battuto, contro gli americani e i loro alleati nella Guerra Fredda. In ragione di ciò vennero additati a “fascisti” non solo i conservatori e i liberali, ma gli stessi riformisti anticomunisti ad ovest del muro di Berlino, che si meritò la qualifica di “barriera di protezione antifascista”. Fu così che anche la sinistra italiana si eserciterà in una surreale lotta politica “antifascista” pur in mancanza di un reale pericolo fascista. Col paradosso finale di riuscire persino a risuscitare il morto.
    Secondo il filosofo marxista Costanzo Preve, “la prosecuzione dell’antifascismo in assenza manifesta di fascismo ha rappresentato (e rappresenta) il minimo comun denominatore di correnti disparate, il comunismo (l’antifascismo è più prestabile della dittatura del proletariato e del dispotismo staliniano), l’azionismo (il fascismo rivelazione dei difetti atavici degli italiani, popolo delle scimmie corrotto dai gesuiti), ed infine l’americanismo (no ai dittatori, non importa se rossi o neri). È evidente – dice ancora Preve - che una simile risorsa ideologica, per di più gratuita, non poteva essere abbandonata, e doveva essere spremuta come un limone fino all’ultima goccia”. E “chi avesse osato contestarla poteva aspettarsi accuse di antisemitismo, di rosso-brunismo, eccetera”. (1)
    Dall’altra parte, per volontà degli americani e per sfuggire alla ghettizzazione sociale ed esercitare un ruolo sulla scena politica postbellica, il neofascismo giunse a considerarsi specularmente “anticomunista” dando luogo a quella contrapposizione che provocò un’insensata scia di morti e stragi tra gli anni settanta e ottanta.
    Ecco dunque come, sullo sfondo della Guerra Fredda e in virtù di condizionamenti esterni, andarono ad operare, dietro le maschere del fascismo e del comunismo, due partiti del tutto diversi e che sarebbe legittimo chiamare “anticomunista” e “antifascista” in quanto si caratterizzarono più per l’odio antropologico che per tesi politiche negli anni annacquatesi fino ad essere rinnegate del tutto.
    Ed è dunque dall’inconsistenza politica dell’anticomunismo e dall’antifascismo che sono nati i due poli bipolari della Seconda Repubblica, talmente fasulli da essersi presto mimetizzati nell’ancor più farsesca guerra civile tra berlusconiani ed anti.

    Risultato inevitabile quando, a fronte di una classe politica senza più identità politica e per questo oggi felicemente schiava di nuovi poteri tecnocratici, l’”antifascismo mitico” trovi ancora riscontro presso una base sconcertata e confusa che nell’artificiosa sovrapposizione del populismo xenofobo col fascismo storico si illude di mantenere ancora salva la propria anima.

    (1) Costanzo Preve, Le lacrime della signora Fornero
    http://www.antimperialista.it/index.php ... =78:italia

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    Re: L'Argonauta n 17 - L’antifascismo mitico della sinistra italiana - Florian

    Messaggioda assurbanipal » 10 gen 2012, 16:23

    talmente fasulli da essersi presto mimetizzati nell’ancor più farsesca guerra civile tra berlusconiani ed anti.

    Farsesca?
    Vedremo a cose fatte.
    I comportamenti criminali in danno dell'uno o dell'altro sono reali e devastanti.
    Questo io lo chiamo prodromo a .......................
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    Re: L'Argonauta n 17 - L’antifascismo mitico della sinistra italiana - Florian

    Messaggioda eric draven » 10 gen 2012, 17:21

    gli è che tu continui a prendere seriamente gente che seria non è mai stata

    tranne forse quando chiedono "quanto vuoi?"
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    Re: L'Argonauta n 17 - L’antifascismo mitico della sinistra italiana - Florian

    Messaggioda Florian » 11 gen 2012, 20:12

    assurbanipal ha scritto:
    talmente fasulli da essersi presto mimetizzati nell’ancor più farsesca guerra civile tra berlusconiani ed anti.

    Farsesca?


    In effetti ho sbagliato termine. Intendevo dire che sul piano meramente politico la guerra civile al berlusconismo era molto povera di argomenti, tant'è vero che chi osteggiava il Cav. oggi sta con Monti che conduce una politica ancor più di destra.
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    Re: L'Argonauta n 17 - L’antifascismo mitico della sinistra italiana - Florian

    Messaggioda assurbanipal » 11 gen 2012, 20:21

    Io devo fare qualche domanda diretta, non capisco più nulla.
    Devo interrogare un cattolico.
    Debbo trovarne uno che accetti di rispondere.
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    Re: L'Argonauta n 17 - L’antifascismo mitico della sinistra italiana - Florian

    Messaggioda eric draven » 11 gen 2012, 20:22

    quali sarebbero gli elementi che ti fanno ritenere di "destra" la politica di Monti,di grazia?
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    Re: L'Argonauta n 17 - L’antifascismo mitico della sinistra italiana - Florian

    Messaggioda Florian » 11 gen 2012, 20:30

    eric draven ha scritto:quali sarebbero gli elementi che ti fanno ritenere di "destra" la politica di Monti,di grazia?


    La politica economica, ovviamente. Dalle liberalizzazioni a cui il Pdl è contrario, alla manovra che tartassa il ceto basso (più di quanto avesse mai osato fare Tremonti), alla stretta sulle pensioni...
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    Re: L'Argonauta n 17 - L’antifascismo mitico della sinistra italiana - Florian

    Messaggioda Druuna » 11 gen 2012, 20:31

    Florian ha scritto: Intendevo dire che sul piano meramente politico la guerra civile al berlusconismo era molto povera di argomenti, tant'è vero che chi osteggiava il Cav. oggi sta con Monti che conduce una politica ancor più di destra.


    Questa idea mi trova in totale disaccordo.
    L'opposizione a Berlusconi aveva fior di argomenti concreti e pochissimo ideologici.
    Berlusconi che ha fondato il suo impero sulla collusione col sistema affaristico di Craxi, dando in cambio la propaganda a favore del PSi e la macchina anti-culturale contro la sinistra.
    Berlusconi che ha rapporti con la criminalità organizzata.
    Berlusconi che demolisce il welfare e la cultura, a favore di una privatizzazione totale della società.
    Berlusconi che fa le leggi ad personam abolendo reati a piacimento e aggiustando le norme per sgombrare il campo ai suoi sporchi affari.
    Niente di ideologico: sono le azioni stesse di Berlusconi contro la costituzione, contro i cittadini, contro la democrazia e la legalità e giustificarne un'opposizione che di ideologico ha pochissimo, anzi, direi, nulla.
    Infine, proprio per questo la politica di Berlusconi era solo un farsi i cazzi suoi, quindi difficile da definire di destra, non fosse per il fatto che uno che si fa i cazzi suoi distruggendo la democrazia, i diritti e le tutele, fa Di FATTO, una politica di destra. Almeno vista da qui.
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    Re: L'Argonauta n 17 - L’antifascismo mitico della sinistra italiana - Florian

    Messaggioda eric draven » 11 gen 2012, 20:39

    Florian ha scritto:
    eric draven ha scritto:quali sarebbero gli elementi che ti fanno ritenere di "destra" la politica di Monti,di grazia?


    La politica economica, ovviamente. Dalle liberalizzazioni a cui il Pdl è contrario, alla manovra che tartassa il ceto basso (più di quanto avesse mai osato fare Tremonti), alla stretta sulle pensioni...


    quindi alzare le tasse x te è di destra. interessante
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    Re: L'Argonauta n 17 - L’antifascismo mitico della sinistra italiana - Florian

    Messaggioda Florian » 11 gen 2012, 20:48

    Druuna ha scritto:
    Florian ha scritto: Intendevo dire che sul piano meramente politico la guerra civile al berlusconismo era molto povera di argomenti, tant'è vero che chi osteggiava il Cav. oggi sta con Monti che conduce una politica ancor più di destra.


    Questa idea mi trova in totale disaccordo.
    L'opposizione a Berlusconi aveva fior di argomenti concreti e pochissimo ideologici.
    Berlusconi che ha fondato il suo impero sulla collusione col sistema affaristico di Craxi, dando in cambio la propaganda a favore del PSi e la macchina anti-culturale contro la sinistra.
    Berlusconi che ha rapporti con la criminalità organizzata.
    Berlusconi che demolisce il welfare e la cultura, a favore di una privatizzazione totale della società.
    Berlusconi che fa le leggi ad personam abolendo reati a piacimento e aggiustando le norme per sgombrare il campo ai suoi sporchi affari.
    Niente di ideologico: sono le azioni stesse di Berlusconi contro la costituzione, contro i cittadini, contro la democrazia e la legalità e giustificarne un'opposizione che di ideologico ha pochissimo, anzi, direi, nulla.
    Infine, proprio per questo la politica di Berlusconi era solo un farsi i cazzi suoi, quindi difficile da definire di destra, non fosse per il fatto che uno che si fa i cazzi suoi distruggendo la democrazia, i diritti e le tutele, fa Di FATTO, una politica di destra. Almeno vista da qui.


    Gente che si fa i cazzi suoi è gente che si fa i cazzi suoi - stop. Io non ci vedo nulla di politico, nel senso nobile del termine, e men che meno di destra. Ed è proprio Monti a dimostrarcelo, riportando i sindacati - che con Tremonti se ne stavano ben tranquilli - sulle barricate.
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    Re: L'Argonauta n 17 - L’antifascismo mitico della sinistra italiana - Florian

    Messaggioda Florian » 11 gen 2012, 20:51

    eric draven ha scritto:
    Florian ha scritto:
    eric draven ha scritto:quali sarebbero gli elementi che ti fanno ritenere di "destra" la politica di Monti,di grazia?


    La politica economica, ovviamente. Dalle liberalizzazioni a cui il Pdl è contrario, alla manovra che tartassa il ceto basso (più di quanto avesse mai osato fare Tremonti), alla stretta sulle pensioni...


    quindi alzare le tasse x te è di destra. interessante


    Non guardare esclusivamente alle tasse (le alzò pure Bush padre, che certo non era un "socialista"), vedi la politica nel suo complesso...
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    Re: L'Argonauta n 17 - L’antifascismo mitico della sinistra italiana - Florian

    Messaggioda eric draven » 11 gen 2012, 21:02

    Mah,magari sbaglio,ma alzare le tasse non fu il primo atto di Bush sr.

    Questo Monti invece applaude ai blitz spot a Cortina,Abano e Portofino come se fosse a suon di folklore che si fa la lotta all'evasione.

    Aspetto sempre che faccia qualcosa nell'esclusivo interesse nazionale e non solo per salvaguardare una banconota.

    Quando succederà, fatemi un fischio e ne riparliamo
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    Re: L'Argonauta n 17 - L’antifascismo mitico della sinistra italiana - Florian

    Messaggioda Florian » 11 gen 2012, 21:08

    eric draven ha scritto:Mah,magari sbaglio,ma alzare le tasse non fu il primo atto di Bush sr.


    Infatti fu l'ultimo atto, quello fatale. Tuttavia è tipico dei governi di destra salvaguardare prima i portafogli grossi e poi se avanza quelli restanti. Per cui, in tempi di vacche grasse si apre il rubinetto facendo crescere il debito, salvo poi in quelli di magra richiuderlo prontamente con effetti deleteri per chi sta sotto, ovviamente.
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    Re: L'Argonauta n 17 - L’antifascismo mitico della sinistra italiana - Florian

    Messaggioda eric draven » 11 gen 2012, 21:21

    Sul momento non ricordo cosa possa essere successo nel 1992,quindi non posso dire perchè Bush sr fece quella cazzata. Il resto del tuo post sembra scritto da Druuna,sicuro di stare bene?

    La politica della destra è quella di ricordarsi sempre che la ricchezza va prima creata,se poi vogliamo discorrere di redistribuzione (follia)
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