Bruxelles - (Adnkronos) - Accordo senza precedenti per scongiurare il default del Paese. Al termine di una maratona negoziale durata 13 ore, i ministri delle Finanze dell'eurozona hanno sbloccato il secondo pacchetto di aiuti da 130 miliardi di euro necessario per evitare il suo fallimento. Sarà imposta una presenza permanente della missione in loco della Commissione europea" incaricata di verificare l'attuazione delle misure per rimettere in ordine le finanze pubbliche. Papademos: molto soddisfatti. Monti: bel risultato. Draghi: accordo molto buono.
In cambio, ha spiegato il commissario europeo agli Affari economici e monetari Olli Rehn, Atene ha accettato il rafforzamento della sorveglianza sull'attuazione delle misure di austerity, così come richiesto da Olanda e Germania. "Il piano di salvataggio della Grecia - ha detto Rehn - si basa su una stretta condizionalità: si prevede di rafforzare la sorveglianza su Atene e di imporre una presenza permanente della missione in loco della Commissione europea" incaricata di verificare l'attuazione delle misure per rimettere in ordine le finanze pubbliche.
In base all'accordo raggiunto a Bruxelles, il debito greco sarà ridotto entro il 2020 dall'attuale 160% al 120,5%, lo 0,5% in più dell'obiettivo finora fissato, ma che si riteneva non sarebbe più stato centrato solo con i 130 miliardi del pacchetto. Per questa ragione, i creditori privati sono stati chiamati a uno sforzo supplementare, accettando dopo negoziati durissimi e pressioni fortissime una perdita del 53,5% (finora era del 50%) del valore nominale dei bond greci in loro possesso. Nell'accordo per salvare Atene è intervenuta anche la Bce. Secondo quanto si legge in una nota dell'Eurogruppo diffusa al termine della riunione, la Banca centrale europea trasferirà i suoi profitti sui bond greci acquistati negli ultimi due anni nell'ambito del 'securities market program' alle banche centrali nazionali, che a loro volta li passeranno ai governi perché possano trasferirli ad Atene "per migliorare ulteriormente la sostenibilita' del debito pubblico greco".
Tutti i Paesi membri dell'eurozona hanno poi accettato "un'ulteriore riduzione retroattiva dei tassi di interesse" del prestito alla Grecia, che, riferisce l'Eurogruppo, ha accettato di creare "un meccanismo che consenta un migliore monitoraggio" dei finanziamenti ottenuti e di quelli "generati all'interno": si tratta di quel conto bloccato su cui da settimane insisteva la Germania, sul quale Atene dovrà versare gli interessi sui nuovi prestiti, destinati prioritariamente a ripagare il debito.
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