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    La partita del Pd per la premiership, spunta la corrente dei "montiani"

    Il dibattito sulle notizie della politica italiana
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    La partita del Pd per la premiership, spunta la corrente dei "montiani"

    La partita del Pd per la premiership, spunta la corrente dei "montiani"

    Messaggioda Florian » 20 feb 2012, 9:13

    La partita del Pd per la premiership
    spunta la corrente dei "montiani"


    I democratici chiamati a scegliere e si fa strada l'ipotesi di anticipare il congresso. Tensione anche nel Pdl. L'eventuale corsa di "superMario" sul tavolo del vertice dei berlusconiani a Villa Gernetto
    di FRANCESCO BEI



    ROMA - C'è qualcuno che già lavora per candidare Monti nel 2013? Ecco, siamo di nuovo lì. A quella prima pagina del Manifesto del '95, governo Dini, quando la sinistra si chiedeva "Baciamo il rospo?". Quindici anni dopo c'è Mario Monti a dividere il campo, a destra ma soprattutto a sinistra. Il Pd è attraversato da sospetti, acuiti dall'intervista rilasciata ieri da Walter Veltroni a Repubblica. Il governo ha un profilo "riformista" e sarebbe "un grave errore" regalare Monti alla destra, ha detto l'ex segretario. Attirandosi una violenta scomunica di Stefano Fassina, membro della segreteria e vicino alle posizioni della Cgil. Eppure Veltroni tocca un nervo scoperto. "Ha messo il dito nella piega - ha commentato Casini con i suoi dopo aver letto l'intervista - anche se è più facile parlare quando sei un battitore libero: Bersani, da segretario, deve conciliare le due anime del partito".

    Che sia questa - Monti o non Monti nel 2013 - la questione centrale lo dimostra del resto la dichiarazione di sostegno arrivata da Enrico Letta, un altro sponsor del Professore: "Berlusconi tenta di berlusconizzare Monti? Chissà. Nel dubbio fa bene Veltroni a ribadire che non dobbiamo cedere Monti alla destra". Il Pd è chiamato a scegliere, tanto che inizia a farsi strada l'ipotesi di anticipare il congresso - previsto nell'autunno 2013 - a una data più ravvicinata, per sciogliere il nodo delle alleanze e dell'identità del partito. Certo l'ala bersaniana inizia

    a vivere con una crescente insofferenza la posizione troppo montiana dei veltroniani. Fassina si rivolge a Veltroni senza diplomazia: "Se la tua valutazione fosse giusta alle prossime elezioni il Pd dovrebbe presentarsi insieme al Pdl, oltre che al Terzo Polo". Dalla segreteria di Bersani anche Roberta Agostini dà voce ai sospetti su Veltroni. Baciare il rospo? "Noi - dice Agostini - siamo con Monti ma oltre Monti. Non penso che il Pd possa candidarlo e, se qualcuno lo pensa, sbaglia i propri conti. Sarebbe una scelta suicida. Fassina interpreta un sentimento di malessere che c'è nel paese per i sacrifici non sempre equi imposti da Monti".

    Bersani e l'ala sinistra del Pd temono anche la concorrenza sempre più aggressiva di Sinistra e Libertà. Domani a Roma Nichi Vendola aprirà la direzione di Sel in una settimana decisiva per la trattativa sul lavoro. E le premesse vanno tutte in una direzione, tanto che il presidente della Puglia ha già minacciato una "reazione durissima" se il governo intendesse "stracciare il fondamento della civiltà del lavoro" rappresentato dall'articolo 18. Di fronte a una probabile manifestazione targata Fiom-Sel contro il governo cosa faranno nel Pd?

    Ma la verità è che la possibile candidatura di Mario Monti e la sua investitura a premier oltre il 2013 minacciano di far saltare anche gli equilibri dentro il Pdl. "Quel che dice Veltroni - ammette Osvaldo Napoli - ha una sua logica. Ma anche nel centrodestra c'è paura che Monti se lo prenda la sinistra. La realtà è che hanno tutti paura di lui". E allora, con Pd e Pdl bloccati, ad avvantaggiarsene potrebbe essere il terzo incomodo. "Non vorrei - osserva infatti Veltroni - che Casini, mettendosi nella scia di Monti, facesse un grande partito di centro, prendendosi anche un pezzo del Pdl e diventando a quel punto il primo polo. A noi ci schiaccerebbero nella foto di Vasto e faremmo la fine della macchina da guerra del '94".

    Se il Pd può almeno consolarsi con sondaggi positivi, nel Pdl la questione "Monti sì-Monti no" s'intreccia invece con l'incubo della piena in arrivo con le amministrative di maggio. Che potrebbero far deflagrare definitivamente il partito. L'allarme rosso suonerà stasera alla cena organizzata a villa Gernetto da Berlusconi. Il Cavaliere è il primo a rendersi conto che la situazione è difficile, tanto da non aver ancora programmato alcun comizio in giro per l'Italia proprio per non firmare con il suo nome una sconfitta. Nei suoi piani, oltre alla presentazione di liste civiche, è tornata persino la vecchia idea di recuperare il simbolo di "Forza Italia" per le prossime politiche. Con buona pace dei mal di pancia che questo potrebbe provocare negli ex An.

    (20 febbraio 2012)


    http://www.repubblica.it/politica/2012/ ... ef=HREC1-1
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    Florian
     
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